Come deve essere un obiettivo SMARTER
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Come deve essere un obiettivo SMARTER

Nel mio lavoro di consulente e business coach, uno degli strumenti che utilizzo per ottenere miglioramenti nella vita professionale e personale è quello della pianificazione strategica, utilizzando il metodo del coaching: fissare gli obiettivi e individuare i mezzi e le azioni per raggiungerli.

Alla base del conseguimento di un risultato c’è un elemento, che può non essere immediatamente evidente e che è, invece, fondamentale: un obiettivo ben formato.

Un risultato è ciò che otteniamo in conseguenza delle nostre azioni e una delle ragioni per cui i propositi spesso muoiono sul nascere è che essi sono spesso obiettivi “mal formati”, ossia non sono obiettivi SMARTER.

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

Seneca

Il primo esercizio di business coaching che ti sottopongo, quindi, è:

Scrivi in una frase, la più sintetica possibile, qual è l’obiettivo che ti prefiggi di raggiungere.

Poi procediamo a verificare se l’obiettivo è S – M – A – R – T – E – R

ossia Specifico – Misurabile – Attuabile – Rilevante – Temporale – Ecologico – Registrato

S COME SPECIFICO

Un obiettivo può definirsi tale se è preciso, chiaro e concreto, e solo in questo modo si distingue da un ipotetico futuro desiderato. L’obiettivo non è solo un traguardo a cui aspirare ma, quando è concreto, traccia anche la strada e la direzione da intraprendere.

La domanda che mi devo porre è: riesco a individuare già da adesso, da oggi, da domani (deve essere un tempo breve) qual è la direzione che devo intraprendere?

Facciamo un esempio: voglio diventare un organizzatore di corsi di formazione in lingua inglese.

È una valida risposta quando incontriamo il nostro vicino di casa in ascensore e vogliamo liquidarlo, ma non è la definizione giusta per un obiettivo SMARTER.

Per noi deve essere più specifico: voglio fare formazione di coaching in lingua inglese, organizzare corsi, sia in Italia che all’estero, su temi relativi alla consapevolezza e alla comunicazione efficace, e oggi/domani programmo il primo evento.

Verifica se la tua definizione coincide con un obiettivo specifico, se non lo è aggiungi/completa/migliora ciò che hai scritto.

M COME MISURABILE

Un obiettivo misurabile, monitorabile, ci dà la certezza che non si tratti di qualcosa di vago e di astratto.

Le domande che dobbiamo porci sono: “cosa” e “come”. A COSA mi porta questo obiettivo e COME saprò che mi sta dando dei risultati?

Dobbiamo stabilire dei parametri numerici come indicatori perché solo usando i numeri possiamo parlare di misurazione, altrimenti si tratta di una valutazione soggettiva.

Facciamo un esempio: tra 12 mesi voglio organizzare un primo corso a Dublino.

Entro 6 mesi (luglio) devo avere individuato/prenotato la location, devo aver preparato le slide in inglese, etc. Entro 9 mesi (ottobre) devo essere in grado di esporre in maniera fluida e professionale (per esempio, devo aver stabilito delle date per esercitare il mio public speaking con un English coach) e devo essere partito con il marketing (es. campagne social, flyers, etc). Mi do gli ulteriori 2 mesi (entro dicembre) per definire gli ultimi dettagli dell’evento.

Verifica ora se il tuo obiettivo è misurabile: questo passaggio richiede un po’ di tempo, prendi un calendario e tutti gli strumenti necessari per fare le valutazioni del caso e scriverle.

A COME ATTUABILE

Un obiettivo deve essere realistico e raggiungibile rispetto al contesto in cui si svolge (ad esempio rispetto all’ambiente familiare e professionale, alle nostre relazioni, marito/figli, etc.) e rispetto alle potenzialità e alle competenze individuali.

Un obiettivo non deve essere troppo facile, perché non sarebbe sfidante, né troppo arduo da raggiungere perché sarebbe causa di frustrazione e demotivazione costanti.

Verifica se è attuabile rispetto al tuo contesto e alle tue competenze.

Per restare sull’esempio precedente, se in famiglia è appena arrivato un bebè forse in questo momento potrebbe non essere facile per te realizzare dei progetti all’estero; oppure, se a scuola hai studiato inglese ma per ordinare al ristorante te la cavi a malapena, forse 12 mesi sono un tempo troppo breve per diventare un public speaker in lingua inglese.

R COME RILEVANTE

Un obiettivo deve essere importante, utile e stimolante sia rispetto a noi, che dobbiamo trarne benessere e autorealizzazione, sia rispetto ai risultati che vogliamo ottenere.

Le domande che dobbiamo porci sono:

  • questo obiettivo incide effettivamente sul benessere complessivo della mia persona? (mi soddisfa, mi appaga, mi dà gioia?)
  • questo obiettivo ha una forte priorità rispetto ad altri obiettivi possibili? (mi motiva sufficientemente da investire le mie energie?)

T COME TEMPORALE

Un obiettivo deve essere definito nella tempistica, deve avere una scadenza in un tempo di mesi e non superiore a un anno (per un grosso obiettivo).

E COME ECOLOGICO

Un obiettivo deve essere coerente con il nostro ambiente e con i nostri valori di riferimento.

R COME REGISTRATO

Prenditi un po’ di tempo per analizzare il tuo obiettivo e verificare se è SMARTER.

Un obiettivo deve essere scritto perché solo in questo modo diventa responsabilizzante!

  • rispetto al tuo obiettivo, dove ti senti oggi in una scala da 1 a 10?

Se il tuo obiettivo rientra nei parametri, rispondi alla domanda:

 
Se il tuo obiettivo NON rientra nei parametri, chiediti di nuovo:

  • qual è l’obiettivo che mi prefiggo di raggiungere?


Mi auguro che il tuo obiettivo sia il più SMARTER possibile ma, se alla fine dell’esercizio, ti accorgi che il tuo obiettivo ha parametri piuttosto bassi o devi ricominciare daccapo, ricordati che anche i supereroi possono chiedere un aiuto 

Plan and set goals!

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